SIAMO IL FUTURO!

Siamo giunto alla fine anche di queste quattro settimane e oggi apriamo l’ultimo articolo con una bellissima esclamazione: siamo il futuro!

Abbiamo iniziato queste quattro settimane chiedendoci cosa significasse avere 18 anni nel 2020.

Ci siamo fermati a chiederci quali fossero gli errori della nostra generazione, quali fossero le nostre colpe e poi abbiamo analizzato insieme quali fossero invece le difficoltà più grandi per un diciottenne ad oggi.

È stato interessante fare una riflessione su questi due aspetti. Ammettere che sono cambiati i tempi e le generazioni di persone ma allo stesso tempo non mentire affermando che noi ragazzi dai 16 ai 20 anni siamo perfetti.

Con questo ultimo articolo vogliamo concludere sperando che sia iniziativa per una riflessione e uno scambio di idee con chi ci legge e ci segue.

Il titolo è chiaro: siamo il futuro!

È proprio questo che vogliamo metterci bene in testa e che vogliamo trasmettervi.

Chi ci sta leggendo ed è un nostro coetaneo se lo ficchi bene in testa e chi invece ha qualche anno in più di esperienza rispetto a noi si rassegni a questa realtà.

Noi siamo il futuro di questo pianeta!

È una cosa bellissima e allo stesso tempo piena di responsabilità, su questo non ci sono dubbi.

All’apparenza le decisioni che davvero contano potranno pur prenderle persone molto più adulte di noi e che governano le varie nazioni e organizzazioni, ma all’azione ci passeremo sempre noi giovani.

Il vero cambiamento e le vere soluzioni sono frutto dell’azione e dei piccoli gesti. Nascono da un cambio di mentalità e da una visione della realtà in cui viviamo diversa da quella che magari possediamo oggi.

La nostra generazione ha un’opportunità davvero enorme, questa è la verità.

Facciamo parte della rivoluzione che sta caratterizzando la nostra epoca.

Questi anni verranno ricordati per l’invenzione dei social network, del digital marketing, dello smart working, delle auto elettriche e per gli smartphone diventati più utili e intelligenti di un vero computer.

Noi abbiamo la fortuna di far parte di questa rivoluzione e dobbiamo esserne orgogliosi.

L’intera economia viene da un ciclo di depressione e difficoltà dopo il crollo dell’intera finanza globale nel 2008 e noi siamo la generazione della ripresa e delle opportunità.

Noi di WeAreLife abbiamo dato vita a questa idea proprio così. Ci siamo chiesti come potevamo sfruttare tutte le opportunità dei giorni nostri da utenti attivi senza farci travolgere dalla rivoluzione osservandola scorrere davanti ai nostri occhi.

Spesso la maggior parte delle persone sta impalata a guardare gli altri che salgono sul treno delle opportunità sognando un futuro come il loro.

Questa è forse la vera mentalità da cambiare.

Sfida ogni giorno il tuo futuro cercando di fare ciò che desideri. Non perdere altro tempo a lodare chi lo sta facendo accusandolo di aver fortuna o cose di questo genere.

Provarci costa davvero poco grazie alle barriere di ingresso che il mondo del web ha quasi completamente abbattuto.

Vent’anni fa per dare vita ad un’idea come WeAreLife avremo dovuto fondare una testata giornalistica, un magazine o qualcosa del genere. In poche parole avremo dovuto far fronte ad un investimento probabilmente troppo grande per un ragazzo di vent’anni e una ragazza di diciotto.

Oggi, grazie alla rivoluzione a cui siamo fortunati a partecipare, riusciamo a fare tutto ciò con un investimento alla nostra portata.

Come abbiamo detto già qualche settimana fa, sicuramente la nostra generazione pecca rispetto al passato di dinamicità, concretezza e spirito di iniziativa.

Ci mettiamo troppo poco spesso in gioco e aspettiamo che le opportunità vengano da noi.

Ripetiamo ancora una volta che non vogliamo commettere l’errore che fanno la maggior parte delle persone, cioè quello di far di tutta l’erba un fascio. Dicendo ciò, ci teniamo assolutamente a non generalizzare.

Vogliamo concludere con una veloce riflessione da parte di WeAreLife.

Abbiamo deciso di trattare questo tema principalmente per due motivi.

Ci siamo sentiti dire fin troppo spesso la fatidica frase ai miei tempi…” e di conseguenza abbiamo deciso di chiederci cosa fosse cambiato e cosa significasse avere 18 anni nel 2020.

Troppo spesso ci si ferma in superfice sui problemi o si accusa completamente una delle due parti.

Noi abbiamo deciso di dare meriti e oneri a entrambe, senza esclusione di colpi.

WeAreLife è frutto della fame e della voglia di due giovani ragazzi che vogliono dimostrare come questa rivoluzione sociale, informatica e digitale possa creare opportunità, lavoro e soddisfazioni.

Forse non saremo i migliori, ma noi siamo qui e saremo parte attiva della rivoluzione.

Unisciti a noi e non mancare!

Seguici qui sul blog e sui nostri social, ci trovi su Instagram, Facebook e Twitter.

Ci vediamo la settimana prossima con un nuovissimo tema da trattare tutti assieme. (Vieni a scoprirlo sui nostri social)

A presto

WeAreLife

LA RIVOLUZIONE CHE SFIDA IL PASSATO

Non ci abbiamo messo molto per scegliere il titolo di questo nuovo articolo.

La settima scorsa abbiamo visto assieme a Maria Giovanna, Filippo e Nicola le loro visioni sul come sia essere un giovane di vent’anni del 2020. Principalmente hanno messo in risalto le fantastiche opportunità che il nostro momento storico ci offre, e hanno avuto assolutamente ragione.

Oggi però cambiamo punto di vista.

Cercheremo di individuare anche tutte le difficoltà e le tante diversità presenti rispetto al passato, che un ragazzo che ha appena terminato le scuola superiori deve incontrare in Italia.

Possiamo partire, o almeno ci proviamo 😉

Fermiamoci per un secondo a chiederci quali ostacoli un ragazzo di età compresa all’incirca tra i 16 e i 20 anni si troverà al giorno d’oggi sul proprio percorso.

È proprio vero, ha ragione chi dice che una volta erano altri tempi!

Forse erano diversi i ragazzi, ma anche la realtà del mondo che li circondava sicuramente era diversa da quella che ci circonda oggi.

Dato che ci siamo, noi di WeAreLife ci teniamo a precisare una cosa.

Nel web e tra le testate giornalistiche è pieno di articoli e informazioni su luoghi comuni, su cose che già tutti sanno e su argomenti che tutti noi ormai ci siamo stancati di sentire.

Abbiamo dato vita a questo nostro nuovo progetto anche per questo.

Vogliamo parlare delle stesse cose in modo diverso, guardandole da altre angolazioni, con l’occhio dell’analisi e del dibattito.

Se fossimo come tutti gli altri, ora avremo iniziato snocciolare una serie di dati e analisi sulla disoccupazione giovanile in Italia, ponendola in cima agli ostacoli dei ragazzi in questi anni.

Non è quello che faremo!

Non vogliamo negare la mancanza di occupazione soprattutto tra i più giovani, ci mancherebbe.

Piuttosto di incolpare sempre e solamente il sistema in cui viviamo, preferiamo partire da lontano, analizzando tutti i fattori che compongono un determinato problema.

Oggi, con questo articolo, assieme a voi, sperimenteremo questo nostro metodo di analizzare e di discutere con chi ci segue gli argomenti che trattiamo.

Partiamo dalla facciata.

I giovani, anche quando ben istruiti non trovano sempre il giusto impiego o a volte nemmeno lo trovano.

Una volta non era così, perché?

Una parte della risposta la possiamo trovare in una nozione di economia.

Quest’ultima è composta da cicli che a sua volta si suddividono in fasi espansive e fasi di contrazione.

Nel primo caso c’è un aumento della ricchezza generale, dell’occupazione e un miglioramento generale in altri diversi settori. Quando invece ci troviamo in una fase di contrazione economica, la disoccupazione aumenta, la ricchezza diminuisce e si comincia a creare una diffusa situazione di incertezza.

Diverse generazioni precedenti alla così detta generazione-Z si sono trovate a vivere una fase economica espansiva, fino al cambio di tendenza del 2008.

In quel momento è iniziato un ciclo economico che ha caratterizzato diversi anni di recessione e contrazione dell’economia mondiale.

Questo fattore ha sicuramente inciso sull’occupazione in generale, e in particolar modo su quella giovanile, priva dell’esperienza necessaria. (note ormai le famose richieste delle attività alla ricerca di ragazzi giovani ma con anni di esperienze alle spalle… praticamente impossibile)

Un altro fattore che analizzando a mente fredda ha sicuramente inciso sulla nostra generazione è l’errata formazione.

Non vogliamo accusare il sistema scolastico italiano, ma vogliamo semplicemente fare delle analisi logiche e concrete.

Il mondo la fuori ha vissuto una rivoluzione enorme. Sono cambiate un’infinità di cose.

È cambiato il modo di fare marketing, è cambiata l’economia, sono cambiati i sistemi informatici e i dispositivi che si utilizzano nella vita di tutti i giorni.

Sono arrivati i social network e gli e-commerce!

Detto ciò, la scuola è rimasta la stessa di prima…

In poche parole, senza girarci troppo attorno, le competenze che il mondo reale richiede, non sono più fornite dal sistema scolastico tradizionale.

Un noto imprenditore digitale italiano in un suo video postato su YouTube spiegava come le università specializzate sul mondo del digital marketing ad esempio, non riescano molto spesso a restare al passo con i tempi e con la velocità di mutazione del mondo reale.

Questo aspetto sicuramente non aiuta i più giovani a prepararsi per il loro futuro nella maniera migliore.

Molto spesso si è costretti ad apprendere delle competenze in maniera completamente autonoma pur di riuscire ad accontentare le richieste del mercato del lavoro e dell’imprenditoria del 2020.

Come terzo punto, possiamo affermare che l’intero pianeta sia diventato estremamente più dinamico e competitivo.

Le famose occupazioni a posto fisso, il famoso contratto a tempo indeterminato a vita e tutto questo genere di cose stanno andando via via a diminuire sempre di più.

L’intera economia globale e con essa tutto il mondo lavoro, continuano a mutare alla velocità della luce.

La competitività venutasi a creare tra le grandi società mondiali si è riversata lentamente anche sulle piccole e medie imprese e a sua volta sulle persone che le compongono.

Le competenze e le innovazioni necessarie per rimanere in gioco crescono di giorno in giorno, premiando chi riesce a stare al passo ed eliminando chi rifiuta completamente l’innovazione.

Secondo noi questo aspetto della rivoluzione che ha avuto inizio questo decennio ha i suoi importanti aspetti positivi.

Per ragazzi che hanno coraggio di mettersi in gioco, che cercano la realizzazione delle proprie idee e dei propri sogni, potrebbe essere questo il momento migliore.

Sono state abbattute tantissime barriere d’ingresso nell’imprenditoria e nel mondo del lavoro.

Questo piace fare a noi di WeAreLife, individuare un’opportunità dove tante altre persone individuano un ostacolo.

Accettare il cambiamento significa opportunità, non utopia.

Con questo abbiamo finito anche per questa settimana.

Se ti interessano le pubblicazioni di WeAreLife e vuoi condividere con noi pareri, idee e progetti, seguici sui nostri canali social, siamo un po’ dovunque!

Resta sempre connesso con i nostri post Instagram e Facebook.

Noi ci vediamo la settimana prossima qui sul blog con l’ultimo articolo di questo tema.

WeAreLife nasce per creare idee, spunti di riflessione e opportunità, continua a seguirci!

A presto,

WeAreLife

E PER TE? COM’É AVERE 20 ANNI AL GIORNO D’OGGI?

Finalmente siamo arrivati al primo articolo interattivo di WeAreLife.

Bentornati sul nostro blog a chi ci legge già e benvenuti a tutti gli altri.

La settimana scorsa abbiamo iniziato il nostro nuovo argomento da trattare, ponendoci principalmente una domanda: com’è avere 20 nel 2020? (leggi ora il primo articolo)

Abbiamo già anticipato quanto sia importante per noi giovani guardare al nostro pianeta con l’occhio delle opportunità, sfruttando la dinamicità e la rivoluzione digitale ancora in corso. In parole molto povere, non fermiamoci ad osservare solamente le problematiche che un ragazzo può trovarsi di fronte in questi anni.

Per cominciare a far comprendere un po’ lo spirito di WeAreLife, quello della condivisone di idee e di crescita personale collettiva, abbiamo portato qui sul blog delle esperienze e delle opinioni nuove, di ragazzi che hanno rispettivamente tra i 18 e i 20 anni.

Gli abbiamo posto la solita e semplice domanda:

per te cosa significa avere 18/20 anni nel 2020?

Velocemente ve li presento e poi vi lascio a quello che hanno dirvi!

La prima persona già la conoscete, non ha bisogno di nuove presentazioni, la co-founder di WeAreLife, Maria Giovanna. Poi avremo il piacere invece, di parlare anche con Filippo e Nicola.

Filippo è un ragazzo di cui abbiamo un enorme stima e che sta accumulando alla sua età un network assolutamente rilevante e di conseguenza sta mettendo nel proprio bagaglio tante esperienze e soprattutto tanta sana formazione. Il suo pensiero non poteva mancare assolutamente!

Nicola, che conoscerete qui sotto, è semplicemente un baby fenomeno. Diciotto anni e delle conoscenze e una cultura al di fuori dell’ordinario, il suo baglio di esperienze anche professionali lo contraddistingue a discapito della sua giovanissima età. Non potevamo fare a meno della sua opinione!

Vi abbandoniamo per due minutini e vi lasciamo in compagnia dei nostri ospiti.

Ciao a tutti, sono Maria Giovanna e non aggiungo altro perché già ci conosciamo!

I 18 anni, che età strana.

Un’età giudicata e spesso incompresa dal mondo adulto.

Alcuni ragazzi ancora giocano alla PlayStation, altri cercano di inseguire i propri sogni e altri ancora ai propri sogni ci hanno già rinunciato. 

Alcuni di noi (si parlo di noi perché anche io sono una di loro) ancora non sa cosa vuole dalla vita mentre altri hanno le idee in testa molto chiare magari da anni. 

A questo punto è naturale il sorgere di una domanda: cos’è sbagliato e cos’è giusto? 

Io penso che non esistono persone “sbagliate” e persone “giuste”. Ognuno di noi è diverso ed ognuno di noi ha tempi, interessi e modi diversi. Modi unici.

Sicuramente verrai giudicato per il tuo modo di vedere e vivere le cose, ma non è questo l’importante. 

L’importante, alla nostra età, è non fermarsi mai.

Non fermarsi mai se quel qualcosa che tanto desideriamo sembra impossibile, se sembra che tutto ci venga contro.

Non fermarsi davanti ai giudizi e ai pensieri altrui, perché con quelli, non si va da nessuna parte.

Non fermarsi sempre a ragionare se quello che il nostro istinto ci dice di fare sia giusto o sbagliato.

Non blocchiamoci, buttiamoci. 

Se non a 18 anni, quando?

Ora lascio la patata bollente ad un ragazzo che di esperienze nonostante la sua età ne sta accumulando già tante e che fa del suo forte un network di conoscenze super!

Lettori di WeAreLife, a voi Filippo Cattapan!


Hello everybody! This is Filippo (okay la smetto).

Voglio farti i complimenti se stai leggendo questo articolo, ma non ti scordare di quelli precedenti, perchè la conoscenza si costruisce su ciò che hai già imparato.

Anyway (scusa), li puoi trovare qua.

Sono un comune ragazzo di 20 anni, che ha però degli obiettivi straordinari

Voglio ringraziare qui, pubblicamente, Alex (che aspetti vallo a seguire subito! ).

Ebbene, sono qui oggi per raccontarti quanto sia meravigliosa la TUA realtà

Vivi nell’epoca, storicamente parlando, migliore di sempre. E la rivoluzione tecnologica ha contribuito alla grande. 

Hai veramente la possibilità di accedere a milioni di informazioni online, GRATIS.

Puoi iniziare un business in meno di 10 minuti.

Puoi conoscere persone appartenenti a contesti culturali completamente diversi dal tuo. (This is why english is important).

Questi erano solo alcuni esempi per renderti consapevole di quanto sia bello vivere nel XXI secolo, e delle infinite opportunità che puoi facilmente attrarre (ma questo te lo spiegheranno sicuramente i ragazzi di WeAreLife nel futuro).

I 20 anni rappresentano simbolicamente un traguardo di maturità fisica e psicologica.

Ti consiglio di viverli profondamente senza rimpianti.

Prima di passare la parola al mio grande amico Nicola, che stimo moltissimo, ti lascio con una citazione del visionario Steve Jobs.

Non è possibile unire i puntini guardando avanti,

 potete unirli solo girandovi e guardandovi indietro.

 Quindi dovete avere fiducia nel fatto che in futuro

 i puntini in qualche modo si uniranno”.

Questo significa avere 20 anni. Avere la consapevolezza che i nostri errori saranno cancellati dai nostri successi.

Un abbraccio, vai Nicola!


Ciao a tutti, sono Nicola Munaro, 18 anni e tanta voglia di mostrare al mondo la miglior versione di me stesso!

Com’è avere 18 anni nel 2020? Bella domanda

Viviamo in un momento storico che per le giovani generazioni è il migliore possibile.

Posso capire che questa opinione possa sembrare controcorrente rispetto a quello che da anni siamo ormai abituati a sentirci dire e sui terribili dati inerenti alla disoccupazione giovanile ma lasciatemi spiegare.

Al giorno d’oggi si ha a disposizione una quantità enorme di informazioni facilmente accessibili e spesso gratuitamente, si hanno risorse che in altri tempi sarebbero state impensabili, si ha la possibilità di iniziare la propria attività imprenditoriale in maniera più “semplice” e con minori costi grazie al digitale, la formazione nelle top università non è più solamente elitaria ma accessibile a più persone grazie a borse di studio ed agevolazioni, viaggiare ha costi ridotti rispetto al passato e si può fare networking su scala mondiale e in modo istantaneo.

Perciò smettiamola di adagiarci sul fatto che “tanto i giovani non trovano lavoro” per non dare il meglio di noi e non sfruttare le opportunità che abbiamo, prendiamo in mano la nostra vita, because WINNERS DON’T MAKE EXCUSES.


Ed eccoci qua, un super ringraziamento ai nostri ospiti speciali!

Che bello vedere altri nostri coetanei, nonché grandi amici, con il focus fermo su tutte le opportunità che il nostro momento storico può offrire!

Siamo molto felici di aver pubblicato questo articolo qui sul blog di WeAreLife perché molti ragazzi avrebbero il bisogno di leggerlo soprattutto per un motivo.

È fondamentale smettere di porre completamente la nostra attenzione sugli ostacoli, sui cambiamenti negativi che ci sono stati negli anni rispetto al passato e iniziare a vedere il mondo e la società con gli occhi dell’opportunità.

Questo drastico cambio di mindset è in grado di svoltare completamente la vita di noi giovani che ci affacciamo in questi anni a quello che è il mondo reale.

Maria Giovanna, Filippo e Nicola hanno espresso chiaramente come le opportunità siano tantissime ma altre tante possono essere le scuse.

Per concludere vogliamo esprimere la nostra più sincera gratitudine con tutte le persone che stanno iniziando a seguire WeAreLife e a sostenere la nostra mission.

La settimana prossima siamo sempre qui sul blog, segui i nostri canali social se non vuoi perderti nemmeno un post!

A presto,

WeAreLife

QUANTI ANNI HAI?

Eccoci qua, nuovo mese, nuovo tema e nuovissimo articolo!

Se ci segui sui nostri social sai già di cosa ti stiamo per parlare, altrimenti clicca qui e scoprilo 😉

Se non hai voluto nemmeno cliccare sul link e scoprire che cosa tratteremo nel corso del mese di novembre, oggi siamo buoni e te lo sveliamo in questo momento.

Ora noi non sappiamo quanti anni abbia ognuno di voi che ci sta leggendo dall’altra parte dello schermo, ma vi siete mai fatti questa domanda:

Com’è avere 20 anni nel 2020?

Ecco, nel corso delle prossime settimane cercheremo di rispondere a questa domanda basandoci sulla nostra esperienza e su quella di altri ragazzi con storie e avventure diverse dalle nostre.

Come per il tema del rapporto sociale, non vogliamo assolutamente soffermarci sugli aspetti negativi della questione, anzi, a noi piace porre l’attenzione sugli aspetti positivi e sulle opportunità.

Non passeremo quattro settimane a commentare la difficile situazione italiana per i giovani in questo momento. Cercheremo invece di analizzare gli ostacoli e le opportunità che un ragazzo di circa 20 anni si ritrova nel proprio percorso soprattutto in riferimento al nostro Paese.

È arrivato il momento di iniziare e di entrare nel vivo del nostro nuovo argomento!

Questo tema è nato da una semplice riflessione su come io e Mariagiovanna, rispettivamente ragazzi di 20 e 18 anni, potessimo guardare al nostro futuro.

Abbiamo cominciato a chiederci quali opportunità il mondo attuale ci possa porre di fronte e quali invece possano essere le difficoltà che potremmo trovare nel nostro percorso di crescita sia personale che professionale.

A quel punto abbiamo deciso di scriverci quattro articoli per discuterne assieme a voi e per condividere il pensiero nostro e quello di altre persone.

Spesso ci troviamo di fronte a degli stereotipi difficili da sdoganare quando si parla delle nuove generazioni e dei diciottenni dei giorni nostri, ma quanto c’è di vero?

Se ormai non hai più 18 anni e stai leggendo questo articolo pronto a commentare con il solito paragone tra i giovani dei giorni nostri e quelli di qualche anno fa, ti chiediamo per una volta di provare a dimenticare tutto ciò!

Oggi parliamo di attualità.

Il mondo è completamente cambiato grazie alle diverse rivoluzioni che ci sono state dal secondo dopo guerra in poi.

Una su tutte, la rivoluzione digitale, che ha completamente cambiato la vita di ognuno di noi e soprattutto dei ragazzi più giovani.

Sono cambiate le professioni, le difficoltà e le opportunità. Avrebbe dovuto cambiare anche la formazione e il sistema scolastico per aiutare la nuovissima generazione-Z ad affrontare il mondo dei giorni nostri, ma così non è stato purtroppo.

Che sia questa una delle difficoltà maggiori per un ragazzo di 18 anni che terminata la scuola d’obbligo si trova davanti al mondo dei grandi?

Se ci pensi non esiste nessuno a scuola che insegni come si utilizzano i social in modo intelligente, che spiega la legislazione del mondo digital e del web o come utilizzarli per creare una vera e propria professione o ancora, che insegna la gestione delle proprie finanze personali.

Il mondo di qualche anno fa era sicuramente molto meno dinamico e competitivo rispetto a quello di oggi.

Siamo partiti proprio da questo punto fermo io e Mariagiovanna quando abbiamo iniziato a chiederci cosa significasse avere 20 anni oggi.

C’è un piccolissimo e allo stesso tempo enorme problema, i giovani d’oggi non hanno molte chance di crearsi un’autonomia personale e finanziaria fin da subito e allo stesso tempo sono un bel po’ più pigri.

Se uniamo le due caratteristiche ne esce una situazione davvero complicata e dalla quale bisogna cercare di uscirne il prima possibile.

Come ragazzi, dobbiamo renderci conto di essere il futuro del nostro pianeta e prenderci le nostre responsabilità.

Ecco, subito dopo questa considerazione abbiamo deciso assieme di creare WeAreLife.

Nella presentazione del progetto vi avevamo anticipato che nel corso di tutti i nostri articoli vi avremo spiegato perché proprio WeAreLife e perché proprio questo nome.

Volevamo dimostrare a tutti che avere 18/20 anni nel 2020 significasse per lo più essere persone in grado di cogliere le opportunità che il mondo del web e dei social media ci mettono davanti.

Siamo la generazione più esperta nell’uso dei social network e di internet, perché non provare ad utilizzare tutto ciò come mezzo per creare del valore per tutti gli altri utenti!

Abbiamo subito pensato a qualcosa che centrasse con la parola “vita”, dato che noi rappresentiamo il fiore della vita.

Dopo tante idee abbiamo optato per le parole più comuni ma rappresentanti: noi siamo vita, WeAreLife!

Anche da questo breve racconto si apre il mese di dicembre con questo nuovissimo tema.

La settimana prossima uscirà sempre qui su alexpasinato.net il prossimo articolo, parleremo di opportunità o dei vari ostacoli presenti nel nostro percorso? Chi lo sa, seguici sui social e qui sul blog e lo scoprirai presto!

Ci vediamo tra una settimana, Alex e Maria Giovanna vi ringraziano 😉

A presto,

WeAreLife

IL RAPPORTO SOCIALE AI TEMPI DEL LOCKDOWN

Tra i motivi che ci hanno spinti ad iniziare il progetto di WeAreLife con il tema del rapporto sociale c’è sicuramente il ruolo fondamentale che questo sta avendo nella nostra quotidianità in questo momento.

Da marzo abbiamo cominciato a convivere con lockdown e restrizione varie come non era mai successo prima nelle nostre vite.

Vogliamo premettere che non sprecheremo nemmeno una riga di questo articolo per commentare la situazione generale che riguarda la pandemia covid-19, non siamo virologi.

Ci piacerebbe pero contestualizzare quello di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti all’attualità più recente.

In uno degli articoli scorsi ci siamo soffermarti sui cambiamenti apportati dall’invenzione dei social network nelle nostre vite e più precisamente nei rapporti sociali tra le persone.

Ad un certo punto è arrivata la quarantena forzata e ha confermato la centralità di questi nella nostra quotidianità. Ci siamo ritrovati a seguire lezioni online grazie ad un’applicazione, a fare aperitivi e feste virtuali grazie all’idea vincente di House party e a lavorare dal salotto di casa nostra in smart-working.

Se non fosse stato abbastanza chiaro, i social network e tutto il mondo digital hanno ricoperto un ruolo fondamentale in questi mesi caratterizzati da lock down e distanziamenti sociali.

Precisato ciò, oggi vogliamo fare un gioco.

Immaginate di affrontare tutto ciò, nel 2020, senza nessun social network o applicazione varie che permettessero di restare H24 aggiornati e informati.

Partiamo dalle cose basilari.

Niente Netflix, NowTv o YouTube, solamente la vecchia televisione.

Niente applicazioni per la spesa online, niente Amazon e niente E-commerce.

Per concludere scordatevi Facebook, Instagram, TikTok e Zoom.

Adesso fermatevi solamente per un secondo ad immaginare come sarebbe stata la quarantena di ognuno di noi se tutto ciò non fosse mai esistito.

WeAreLife non ci sarebbe mai stato visto che io e Mariagiovanna ci siamo conosciuti proprio in quarantena grazie ad un social network ad esempio.

Quante cose sarebbero andate diversamente?

Che bella domanda, sul serio.

La risposta non è così scontata come invece si potrebbe credere, anzi.

Partiamo subito immaginando come avremo potuto passare il tempo senza avere in mano uno smartphone collegato con tutto il resto del mondo.

Se non ci fossero stati i social network cosa avremo fatto?

Ormai fanno parte della nostra quotidianità, non passiamo giorno senza scrollare almeno per una decina di minuti le nostre bacheche di Instagram, Facebook o TikTok.

Se tutto questo non fosse esistito come avremo passato le nostre giornate in quarantena rinchiusi in casa?

Questa è una domanda rivolta soprattutto ai più giovani, una domanda che dovremo farci non solo nel contesto della quarantena.

Cercate di mettere a confronto un mondo completamente connesso 7 su 7, H24, con una realtà dove sarebbe stata probabilmente la solitudine a farla da padrona. Ci saremo ritrovati rinchiusi nelle nostre case, non solo isolati dalla nostra quotidianità, ma sotto tutti gli aspetti.

Nel secondo articolo sul tema del rapporto sociale abbiamo parlato della rivoluzione che hanno portato i social network nella nostra vita e nei nostri rapporti con il resto della società.

Con la scusa della quarantena è proprio a questa domanda che volevamo arrivare.

Come sarebbero la tua vita e soprattutto i tuoi rapporti sociali senza i social network in questo momento?

Personalmente ci sentiamo di consigliarvi un esperimento.

Provate per qualche giorno o se amate le sfide, per una settimana o più a eliminare dalla vostra vita i social.

Tenete nel vostro smartphone WhatsApp e giusto le applicazioni necessarie per la vostra quotidianità, nient’altro!

La sfida del così detto DETOX social vi aiuterà tantissimo ad uscire dagli schemi in cui ci troviamo ai giorni nostri e a riprendere in mano il controllo del vostro tempo e della vostra mente.

È passato ormai più di un anno e mezzo da questo esperimento che feci in prima persona e che mi cambio completamente la visione sull’utilizzo dei social media.

Essendo questo l’ultimo articolo sul tema del rapporto sociale, vogliamo lanciarvi una sfida.

Premettendo che all’interno della sfida c’è anche l’obbligo di rileggere tutti i contenuti che vi siete persi su WeAreLife, provate anche voi per qualche giorno a eliminare i social dalla vostra vita e così facendo a capire in che modo questi la influenzano.

Condividi poi con noi questa tua esperienza se ti va e vediamo in che modo i social network influenzano la nostra vita.

Tornando a noi, nel preciso istante in cui stiamo scrivendo questo articolo ci troviamo in un nuovo pre-lockdown, quindi abbiamo purtroppo nuovamente l’opportunità di osservare e di pensare a come sarebbe la nostra vita e a quante cose diverse faremmo in situazioni come queste senza l’esistenza di Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube, ecc

Sicuramente è una fortuna che questi esistano per le persone che li sanno utilizzare e che sanno gestire il tempo giornaliero di utilizzo senza nessun problema. È forse un problema per tutto quelle persone che si vedono completamente risucchiare le proprie giornate davanti allo schermo del proprio smartphone scrollando stories e bacheche varie.

Noi di WeAreLife vogliamo farvi perdere il vostro tempo in maniera intelligente però, quindi non smettete di seguirci e non mancate ai prossimi appuntamenti, ci sono tante nuove opportunità in “work in progress”.

Questo era il nostro ultimo articolo per quanto riguarda il tema del RAPPORTO SOCIALE e speriamo non vediate l’ora, come noi, di scoprire il prossimo tema e di affrontarlo assieme a noi!

Seguici qui sul blog e resta sempre aggiornato sulla pubblicazione di nuovi articoli e partecipa con noi sui nostri canali social, ci trovi dovunque!

Appuntamento a settimana prossima da WeAreLife.

A presto,

WeAreLife

IL MOMENTO DELLE SCELTE

Come promesso siamo tornati, puntualissimi!

La scorsa settimana abbiamo continuato con l’argomento protagonista di questo nostro novembre, il RAPPORTO SOCIALE.

Abbiamo visto come i primi rapporti con quella parte di società con cui entriamo in contatto fin da piccolissimi siano fondamentali per l’inizio dello sviluppo di credenze e idee.

I genitori, il resto della famiglia, le prime insegnanti scolastiche, tutte figure fondamentali per il primo sviluppo della nostra mente e della nostra personalità.

Che lo vogliamo o meno è una cosa inevitabile, per natura prenderemo parte del carattere dalle persone a noi più vicine nell’infanzia.

Con questo nuovo articolo siamo però arrivati al momento delle scelte!

Con questa esclamazione intendiamo dire che ad un certo momento arriviamo al punto di poter scegliere le nostre relazioni sociali, o meglio, dobbiamo decidere.

Arriviamo prima o poi ad un’età dove finalmente possiamo iniziare a scegliere le persone da frequentare e i luoghi dove passare e spendere il nostro preziosissimo tempo.

Scegliere non è sempre facile, ma quando si parla di decidere il nostro ruolo nella società e il ruolo nella nostra vita di tutte le persone che ci circondano e con cui entriamo in contatto, scegliere diventa davvero importantissimo.

Lo scopo di questi articoli non è sicuramente quello di ripetere la solita pappardella su quanto importante sia scegliere le giuste amicizie per non finire in cattive strade e bla bla bla.

Il messaggio che noi vogliamo dare attraverso queste righe è un po’ diverso.

Vogliamo discutere il nostro ruolo e quello delle persone che ci circondano per la società e per la nostra stessa vita.

Quanto conta chi scegliamo di frequentare, come ci rapportiamo con gli altri e quello che facciamo per ciò che ci circonda?

Molto, forse troppo!

Ecco perché è così importante fare le scelte migliori quando ne vanno di mezzo i nostri rapporti sociali.

Dalla scelta della nostra prima cerchia di amicizie a 14 anni, fino alla persona che magari un giorno sposeremo, tutte tappe e scelte così fondamentali per il corso della nostra vita.

Non vi è mai capitato di pensare che ogni singola conoscenza che facciamo potrebbe essere in grado di cambiare completamente il nostro futuro?

Essere delle persone che curano i rapporti con le persone care e che non disdegnano a socializzare con il prossimo non credete possa portarci nel lungo periodo a crearci molte più opportunità, esperienze e insegnamenti?

Essere in grado di scegliere bene i nostri rapporti sociali ci farà semplicemente vivere delle esperienze migliori, ci farà presentare nel nostro cammino delle opportunità migliori e impareremo tante nuove cose positive.

Non può restare un detto fine a sé stesso quello dell’importanza delle persone che frequentiamo dato che siamo e saremo la media della nostra cerchia di amicizie.

Dobbiamo vederlo ampliando la nostra visione.

Frequentare delle persone stimolanti, positive e affini a noi non giova solo a noi stessi, ma all’intera società!

Un’influenza positiva su di noi sarà in grado di creare altra influenza positiva sulle persone che ci frequenteranno e così via.

Scegliere luoghi e persone che ci aiutano a dare il meglio di noi stessi non può essere mai sbagliato.

Lasciarsi influenzare da ambienti positivi, da persone solari ed energetiche è compito nostro, è una nostra scelta.

Ora molti di voi ci staranno insultando dicendo che non è assolutamente vero che dipenderà esclusivamente da noi il posto in cui finiremo a lavorare, le persone con cui saremo costretti a collaborare o a entrare semplicemente in contatto.

Avete ragione!

Avete assolutamente ragione, ma lasciatemi aggiungere giusto due cose.

Ci sarà pure qualcosa che possiamo fare per migliorare le nostre relazioni con le persone e con tutto il resto che ci circonda!

Il modo di porci e l’atteggiamento che avremo nei confronti degli altri e dei nostri rapporti sociali può portarci alla creazione di nuove opportunità e possibilità.

Prova domani a chiedere ad un tuo collega, ad un tuo genitore o a chi vuoi tu, qualcosa con il sorriso e qualcosa con tono arrogante e sgarbato. Poi facci sapere la differenza. Sono sicuro che le reazioni dell’altra persona saranno sicuramente diverse.

In questo articolo volevamo prettamente far capire quanto contino le persone che ci circondino ma allo stesso tempo quanto contano i nostri comportamenti per riuscire a circondarci di persone positive per la nostra vita!

La prossima settimana si concluderà il nostro percorso con il tema del rapporto sociale. Parleremo di attualità, sarà molto interessante!

Iscriviti qui sul blog e seguici sui nostri social, non perderti nemmeno un’uscita!

A presto,

WeAreLife

QUANTO SEI SOCIAL?

Quante volte per scherzare e un po’ per prendere in giro abbiamo detto ad un nostro amico:

“Ma quanto poco social sei!”

Sicuramente è successo almeno una volta nella vita ad ognuno di noi e sicuramente lo abbiamo detto dando quasi per scontato che essere presenti attivamente sui social con moltitudini di posts e storie fosse una cosa naturalissima.

Effettivamente al giorno d’oggi, soprattutto per la generazione-Z, trovare un ragazzo o una ragazza senza un account Instagram è un po’ come trovare il famoso ago nel pagliaio.

Il giorno in cui il nostro amico Mark Zuckerberg mise piede sulla faccia della terra possiamo dire che tutto cambiò. Il bello era che nessuno sapeva che le relazioni sociali non sarebbero più state le stesse!

Non potevamo non parlare dell’evoluzione del rapporto sociale tra le persone di tutto il mondo grazie all’avvento dei social media.

Sia chiaro, oggi non vogliamo disprezzare assolutamente tutti i vari social che fanno ormai parte del nostro quotidiano, anzi, vogliamo analizzare assieme a voi i cambiamenti che hanno portato, positivi e negativi.

Facciamo un giochino simpatico!

Siamo nel 1930 e abbiamo una smisurata voglia di conoscere un ragazzo dall’altra parte del mondo, in Australia per l’esattezza, come facciamo?

Tra noi e il ragazzo che speriamo di poter conoscere si frappone un muro invalicabile, tanto è vero che quasi ci scoraggiamo e siamo costretti a lasciar perdere, resteremo degli umili ragazzi con il sogno di avere un amico australiano.

Come per magia, ci troviamo nel 2020, nell’era di Zuckerberg e vogliamo a tutti i costi fare amicizia con un ragazzo che abita a Sidney, Australia.

“Hi, we are Alex and Maria Giovanna, two italian guys, nice to meet you!”

Ecco fatto, abbiamo spedito il nostro messaggio in direct su Instagram a Jack, vent’enne di Sidney!

Miseria ma ci siamo resi conto di quanto sia cambiato il mondo grazie a zio Mark?

Questo è sicuramente un primo aspetto in cui le nostre relazioni sociali sono drasticamente cambiate, ora possiamo metterci in contatto con chiunque altro possieda un account social e una connessione ad internet.

Più della metà della popolazione mondiale, circa 3,8 miliardi, possiede un account social dal quale si può connettere con tutto il mondo.

Certo, tutto bello fino a qui.

Permetteteci di farvi una domanda: a rapporti sociali con il vostro “vicino di casa” come siete messi?

Se è vero che i social network ci connettono con tutto il pianeta, dall’altra parte isolano le nostre relazioni più vicine.

Possiamo sapere così tanto delle persone che fanno parte del nostro quotidiano, amici, parenti, conoscenti ecc, che ormai nemmeno più ci preoccupiamo di incontrarci per una sana chiacchierata in compagnia, sappiamo già tutto!

Nei ragazzi più giovani sicuramente i social media hanno portato tanti stereotipi sbagliati, ma hanno portato con sé anche molte opportunità.

Il tempo passato su TikTok o su Instagram, tanto per citarne due, a guardare posts, video e stories di persone che nemmeno abbiamo mai visto ma che ci coinvolgono così tanto che sembra di conoscerle da una vita non è sempre ben speso.

I contenuti di intrattenimento che hanno ben poco valore non fanno altro che togliere tempo alle relazioni sane e reali che invece potremmo costruire e coltivare nello stesso arco temporale.

WeAreLife nasce proprio per questo, per cercare di creare dei contenuti sui quali “sprecare” il proprio tempo che abbiano un valore, che possano dare delle idee e degli spunti di riflessione ogni volta che si finisce di leggere un nostro articolo o un nostro post.

L’uso dei social diventa importante quando decidiamo di utilizzarli per incrementare le nostre relazioni di valore, quelle positive e costruttive.

Con questo intendiamo dire che seguire ciò che fanno persone che hanno intrapreso con successo un percorso che piacerebbe intraprendere anche a noi o che svolgono attività che ci stimolano e che ci fanno riflettere, ci farà molto bene.

Come è importante nella vita reale costruire una cerchia di persone super da frequentare, lo è anche nei social media, dopo tutto sono l’evoluzione delle buone e vecchie relazioni sociali che si vivono nella realtà.

Un argomento davvero troppo vasto per essere trattato con un solo articolo di un blog, potremmo parlare dei cambiamenti apportati dall’avvento della tecnologia nelle nostre relazioni quotidiane per ore e ore.

Sono tante le opportunità che si sono create come sono molte le insidie che questo mutamento ha portato con sé.

A noi di WeAreLife piace cogliere i lati positivi delle cose e ora stiamo usando la tecnologia per raccontarvi qualcosa ma soprattutto per creare una relazione con ognuno di voi.

Che tu sia social o meno, questo articolo voleva solo far riflettere sul cambiamento, non solo sugli aspetti negativi dell’utilizzo dei social network nel rapporto sociale di ognuno di noi con il resto delle persone che ci circondano.

Cerchiamo di utilizzare i mezzi che abbiamo al giorno d’oggi come delle opportunità e non come delle sanguisughe di tempo ed energia!

Con questo articolo siamo giunti a metà del nostro viaggio tra gli argomenti che riguardano il RAPPORTO SOCIALE (leggi ora il primo articolo) e non vediamo l’ora che arrivi lunedì prossimo per un nuovo articolo.

Speriamo di avervi dato già fino a questo momento qualche spunto di riflessione, qualche nuova idea o qualche nuovo stimolo.

Facci sapere attraverso i nostri social cosa ne pensi e quanto i social secondo te influenzano le tue relazioni sociali!

Il prossimo articolo sarà sempre qui, pronto ad aspettarvi la settimana prossima, non mancare all’appuntamento con WeAreLife!

A presto,

WeAreLife

QUANTO CONTANO I TUOI RAPPORTI SOCIALE PER LA TUA VITA?

Ci siamo quasi, il nostro nuovo progetto sta per partire!

Nel nostro articolo di presentazione avevamo già introdotto quali siano gli scopi di WeAreLife. Non vogliamo fare altro che creare dei contenuti e degli strumenti che aiutino chiunque ci segua a trarne degli spunti di riflessione, delle idee o semplicemente a conoscere qualcosa di nuovo.

Detto ciò, eccoci qua, con il nostro primo tema e il nostro primo articolo!

Siamo pronti per partire con questa nuova avventura, ci siamo, è giunto il momento.

Siamo all’inizio e l’ansia da prestazione è tanta, ma non importa!

WeAreLife nasce prima di tutto con l’intenzione di creare dei contenuti di valore dove chiunque possa finalmente “perdere” il proprio tempo in maniera intelligente.

Facendo questa premessa vogliamo presentarvi il primo tema che tratteremo durante tutto il mese di novembre. Ragionandoci un po’ su, preso in considerazione anche il contesto attuale in cui ci troviamo, abbiamo pensato subito che parlare di RAPPORTO SOCIALE fosse la cosa migliore!

Non vogliamo assolutamente riempirvi la testa con tutta la pappardella riguardante la società, la cultura, i rapporti che le persone dovrebbero avere con gli altri e così via, anche perché il tempo non basterebbe.

Il nostro scopo è un altro!

Con l’articolo di oggi e con i prossimi che seguiranno questo mese cercheremo di rispondere ad una domanda ben precisa:

quanto contano i tuoi rapporti sociali per la tua vita e per il tuo futuro?

Bella domanda, vero?

Magari vi è già capitato di esservi sentiti dire che siamo chi frequentiamo con maggiore frequenza e su questo non possiamo proprio discutere, ma cerchiamo di andare oltre.

È davvero così importante il rapporto sociale che abbiamo con il resto del mondo per la formazione della nostra persona e del nostro futuro?

(Ragazzi ma quante domande)

Proviamo a fare un ragionamento logico.

Nasciamo e le prime persone con cui abbiamo a che fare sono i nostri genitori che subito cercano di insegnarci cosa secondo loro è giusto fare e cosa è severamente vietato fare e toccare. 

Subito il nostro cervello comincia a modellarsi in base a che tipo di persone sono i nostri genitori: estroversi, taciturni, intraprendenti, cauti, ecc

Cresciamo ancora un po’ e cominciamo ad affacciarci con l’ambiente esterno, prima l’asilo e poi le scuole elementari, medie e così via. Cominciamo a conoscere tante altre persone, cominciamo a scoprire tanti altri modi di fare e di essere.

Scopriamo soprattutto l’esistenza di tanti altri credi, molto diversi tra loro.

La maestra ditaliano può farci credere che sognare sia giusto e che non smettere mai di credere in quello che davvero vogliamo sia la cosa migliore, mentre invece l’allenatore della nostra squadra di calcio può farci credere che sarà quasi impossibile arrivare ad avere successo nell’ ambito calcistico e che dobbiamo tenere sempre i piedi per terra.

Credete davvero di essere stati o di essere immuni a tutte queste influenze?

Soprattutto quando si è più piccoli, possediamo un subconscio molto aperto alla ricezione di nuove informazioni e credenze.

Non ci rendiamo nemmeno conto di essere così influenzati da tutto quello che ci circonda, è una cosa assolutamente naturale.

Crescendo ancora un po’ arriviamo ad un’altra fase davvero importante, quella dell’adolescenza.

Arrivati a questo punto della nostra vita cominciamo a prendere le prime scelte consce sull’influenza che avranno le persone su di noi.

La cerchia delle persone che scegliamo di frequentare comincia ad essere determinante per chi vogliamo essere e per chi vogliamo diventare.

Verso la nostra maggiore età cominciamo a fare i primi conti con noi stessi e con tutto quello che ci è stato insegnato negli anni.

Difficilmente avremo un credo completamente diverso da quello di entrambe i nostri genitori o dalle persone con le quali abbiamo passato la maggior parte della nostra infanzia.

In poche parole quello che vogliamo dirvi è che se sei figlio di due escursionisti accaniti, molto probabilmente pure tu amerai partire all’avventura come i tuoi genitori, glielo hai sempre visto fare, credi che sia assolutamente la cosa migliore.

Poco tempo fa guardando il documentario girato sulla famosissima Chiara Ferragni notammo come fosse evidente la passione dei suoi genitori di immortalare ogni momento con la loro videocamera e la loro macchina fotografica.

Pensate un po’ al lavoro che fa Chiara Ferragni nella sua vita in questo momento e collegatelo con ciò che ha sempre visto fare ai suoi genitori fin da piccola.

Tutto questo discorso per provare semplicemente a dimostrare una cosa: hanno ragione!

Chi ha ragione scusa?!

Quelli che non fanno altro che dire che siamo chi frequentiamo, che siamo o diventeremo come le persone con le quali passiamo la maggior parte del nostro preziosissimo tempo.

Ecco perché è così importante curare i nostri rapporti sociali e scegliere e mantenere bene la cerchia delle persone che frequentiamo.

Trovarsi a passare il nostro tempo con persone che non fanno altro che stimolarci e regalarci esperienze ed idee vicine alle nostre aumenterà moltissimo la nostra produttività e le nostre probabilità di successo in tutto ciò che vorremo fare nella nostra vita.

In questo articolo abbiamo parlato dei primi rapporti sociali, quelli che difficilmente scegliamo di avere ma che ci troviamo a vivere per forze di cause maggiori.

Pensate nel corso di questa settimana a quali siano stati i rapporti sociali più influenti per la vostra crescita.

Le cose da dire sarebbero ancora molte, ma per oggi è tutto, continueremo la settima prossima con il secondo articolo riguardante questo tema.

L’ansia da prestazione non è ancora svanita, ma speriamo di avervi convinto a restare con noi anche per la prossima settimana.

Ci vediamo lunedì prossimo ore 18:00 qui sul blog, nel frattempo continuate a seguirci nei nostri canali social, ci trovate dovunque!

A presto,

WeAreLife

Benvenuti in WeAreLife

Siamo felicissimi di darvi il benvenuto in WeAreLife!

Con questo primissimo articolo prende vita un progetto nato con delle idee ben chiare.

Alla base di tutto ci sono dei valori che accomunano me e Maria Giovanna e che ci hanno permesso di dare vita a questa nostra idea.

Tra i nostri sogni e la realizzazione di essi c’era un vuoto da colmare. Per farlo abbiamo deciso di riempirlo smettendo di sognare e siamo passati all’azione. Ci siamo fatti coraggio e abbiamo deciso di provarci con qualcosa di concreto.

Se stai ancora leggendo, starai sicuramente continuando a chiederti cos’è WeAreLife e per quale motivo ti trovi in questa page!

Grazie a questo articolo cercheremo di presentarvi di cosa si occuperà il nostro progetto per i prossimi dodici mesi.

È nato tutto con lo scopo di creare dei contenuti di valore dove le persone potessero “sprecare” il loro tempo passato sui social e sul web.

Non ci abbiamo messo molto per convincerci che WeAreLife fosse la nostra idea migliore!

Data la poca bravura nel creare la giusta suspense, veniamo al dunque.

A partire dal mese di novembre, ci occuperemo di trattare 12 diversi argomenti, indicativamente uno per mese, pubblicando un articolo a settimana per quattro settimane.

Lo scopo è quello di condividere con chiunque ci segua opinioni, nozioni, informazioni, strumenti e idee su argomenti di attualità, di quotidianità e perché no, su argomenti direttamente richiesti da voi che ci leggete.

I nostri canali social sono già aperti e super operativi con contenuti di qualità e valore.

Cercheremo di portare nella vita di ognuno di voi uno spunto di riflessione, un’idea o della motivazione per darvi quella giusta carica per sfidare ogni giorno il vostro futuro.

Noi abbiamo deciso di farlo anche attraverso WeAreLife e cercheremo di trasmettervi tutto questo con ogni nostro articolo e post.

Il nostro punto a favore è che crediamo davvero a quello che facciamo e al nostro progetto. Vogliamo con tutti noi stessi trasmettervi questa energia e dedizione.

L’obiettivo è quello di creare condivisione di idee e di creare spunti di riflessione e dibattito con chiunque si iscriverà a WeAreLife e ci seguirà sui nostri canali social.

Noi siamo quasi pronti!

Diciamo quasi, perché pronti al 100% per partire nella vita non lo si è mai, ma in ogni caso da qualche parte lo si deve fare.

Io e Maria Giovanna partiamo da qui, dalle nostre ambizioni e dai nostri obiettivi, le nostre idee e le nostre esperienze.

Vi diamo appuntamento a lunedì 02 novembre con il primo articolo, vi aiuteremo ad iniziare meglio un’altra nuova settimana.

Se sei una persona curiosa, resta aggiornato e scoprici sui nostri social network!

Non mancare.

A presto,

WeAreLife